I migliori tipi di legno italiani per l’arredamento e l’architettura

Quando si parla di arredo o di architettura, sicuramente il primo argomento che si tende ad analizzare sono i materiali. Il re di tutti i materiali è senza dubbio il legno. La resistenza, la texture naturale e la sua indistruttibilità sono caratteristiche ormai conosciute di questo materiale. È sempre molto di moda arredare con mobili antichi in legno, magari tramandato da generazioni che ancora dopo anni e magari dopo alcuni restauri riesce a regalare ancora emozioni. Strettamente legato alla terra, con i suoi colori naturali e le sue caratteristiche venature è spesso emblema delle nostre radici. E’ anche per questi motivi che sempre più spesso architetti e interior designer preferiscono impiegare questo materiali sia in ambito architettonico che nell’ambito dell’arredamento. Utilizzare la versatilità del legno per modellare arredi o sfruttare le sue caratteristiche meccaniche nella struttura architettonico, fanno ancora oggi del legno il materiale più ricco per antonomasia. I legni che vengono impiegati nei vari settori dell’architettura e del design sono principalmente di due tipi:

· Legni duri

· Legni dolci

1. Legni dolci

I legni dolci di origine italiana sono propri della pianta delle conifere. Le conifere sono alberi sempreverdi che possiedono foglie aghiformi e proliferano facilmente in climi freddi o temperati. La dicitura dolce non deve trarre in inganno, infatti non si tratta di legni teneri o fragili e quindi di scarsa qualità ma tale dicitura fa riferimento al tipo di fogliame proprio di questa pianta, nonché alla configurazione dell’albero stesso. Il legno di conifera è un legno pregiato che non ha la robustezza o rigidezza del legno duro e quindi lo si impiega generalmente nei settori del design o dell’arredamento di interni. I principali legni di questo tipo presenti e adoperati in Italia sono l’abete e il pino. In generale i legni morbidi più comuni in questi settori sono anche il douglas e il larice. Nel nostro paese si sceglie di utilizzare l’abete, che può essere sia bianco che rosso. Le più ampie distese di abeti in Italia si trovano lungo le Alpi e gli Appennini, dove questi tipi di alberi riescono a raggiungere indisturbati anche i 50 metri di altezza. Questo tipo di legno ricco di nodi nel tronco è particolarmente adatto alla realizzazione di mobili, che poi eventualmente verranno laccati e placcati. Oltre all’abete anche il douglas rientra nella categoria di legni morbidi. Pur somigliando all’abete, questo tipo di legno morbido viene impiegato nel settore delle costruzioni. A differenza del douglas, il pino è invece un legno italiano, che raggiunge i 40 metri di altezza. Si sviluppa in zone montuose ed è un legno molto morbido che trova il suo maggiore impiego nel settore dell’arredo e in particolare nella produzione di panche, madie e panchine. Lo si può trovare di colore rossastro o bianco e non essendo molto pregiato lo si relega alla produzione di strutture interne di mobili, in particolare è molto apprezzato dagli intagliatori a causa della sua morbidezza in fase di intaglio. In ultima analisi il legno morbido più facile da lavorare in quanto particolarmente elastico è il larice che con le sue venature scure e profonde permette di creare mobili di particolare pregio, inoltre il larice avendo un’ottima resistenza all’umidità, garantisce una perfetta azione contro i tarli.

2. Legni duri

Gli alberi di legno duro sono sempre alberi di latifoglie sempreverdi. Questo tipo di vegetazione infatti possiede un tronco in legno molto resistente. Il legno di latifoglie si presta molto bene a lavorazioni con tornio, pialla ed ha un’ottima resistenza nel tempo. Sono legni duri per eccellenza il noce, il castano, l’acero e il frassino. Il noce è per antonomasia un legno molto pregiato, noto per la sua presenza e lavorazione sin dal periodo rinascimentale. È un legno molto bello, resistente e di una qualità eccelsa. Molto prezioso il noce è ricco di venature nere e rosse che si prestano molto bene ad arricchire mobili, si presta per lavori di ebanisteria e impiallacciatura, purtroppo infatti si screpola facilmente ed è poco elastico per essere impiegato in altri tipi di lavorazione. Inoltre il noce è soggetto all’azione dei tarli e dell’umidità ed infatti è molto importante che sia stato sottoposto ad una corretta stagionatura. L’acero è molto presente nella produzione italiana di mobili. È un tipo di legno che si adatta a qualsiasi clima anche se generalmente predilige zone mediterranee. Può raggiungere altezze di circa 35 metri, presentando venature violacee e giallastre. È un legno pesante e senza intaccature ciò lo rende adatto alla lavorazione di mobili ad intarsio. Oltre a queste due tipologie più impiegate troviamo anche il castagno e il frassino che sono entrambi impiegati nella realizzazione di mobili, tavoli a causa della loro elasticità e texture molto dura. Inoltre entrambi sono poco resistenti all’umidità e all’azione dei tarli. Anche l’ulivo è un legno che può essere impiegato nella produzione di mobili. È presente in tutta la macchia mediterranea, albero molto folto, il suo legno è di colore giallo, molto duro e a differenza degli alti tipi di legno, l’ulivo è un legno anti-tarlo. La sua stagionatura va effettuata con attenzione per scongiurare torsioni e spaccature. È spesso impiegato nella produzione di mobili di grande prestigio e per la tornitura.

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